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incontrART / L’Attesa e la paura

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incontrART / L’Attesa e la paura.
con Chiara Casarin e Arianna Piazza
MERCOLEDÌ 15 OTTOBRE 20h30
TRA TREVISORICERCAARTE
CA’ DEI RICCHI / VIA BARBERIA N.25, 31100 TREVISO

http://www.trevisoricercaarte.org/

IncontrART

Appuntamenti serali dedicati all’arte contemporanea.

# AUTUNNO 2014
L’ATTESA con Chiara Casarin
Rassegna di incontri di arte contemporanea sull’attesa.
Riprendono gli appuntamenti dedicati all’arte con Chiara Casarin.

L’ATTESA, LA PAURA
L’arte di ogni tempo si è sempre confrontata con emozioni e passioni.
Artisti che comunicavano i loro tormenti attraverso opere che hanno segnato la storia e artistiche che raccontavano brani di storia con le immagini scure e violente dei loro dipinti hanno rivolto a noi spettatori l’importante quesito della compassione ovvero della condivisione di uno stato d’animo. Ci siamo sentiti chiamati a capire e a soffrire insieme.
L’attesa, il tempo sospeso, il timore che qualcosa avvenga o non avvenga, traspare in alcuni capolavori del secolo scorso e funziona ancor oggi su di noi agendo come agirono all’epoca e funzionando come dispositivi passionali. Sono molti i tipi di attesa e uno di questi è configurato dalla paura. Questi incontri indagheranno le tematiche dell’attesa e della paura viste nella loro unione, nell’efficacia estetica che le tiene unite nel lavoro di alcuni grandi artisti. Afli inocntri parteciperanno inoltre giovani artisti che trattano queste tematiche nel loro quotidiano lavoro.

# MERCOLEDì 15 OTTOBRE 20h30

IncontrART / L’attesa 

Gli appuntamenti di Chiara Casarin sull’arte contemporanea avranno come protagonisti alcuni giovani artisti selezionati dalla Fondazione Bevilaqua La Masa per l’assegnazione annuale degli atelier. I temi dell’attesa e della paura emergeranno dalle loro opere e dai racconti di alcuni fatti rilevanti della loro quotidiana attività artistica. Questi incontri saranno una speciale occasione per capire come sta evolvendo l’arte contemporanea e per indagare questi due temi in maniera ancor più approfondita e inattesa.

In questa occasione Arianna Piazza presenterà il suo lavoro Sarò Madre”, bottiglie molotov, misure variabili, 2013.  Da un lato una frase di attesa gioiosa e piena di speranza; dall’altro l’oggetto scelto per comporre il messaggio, la bomba molotov, è un’arma distruttiva e violenta che evoca paura.

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Sarò madre / I will be mother

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“sarò madre”, bottiglie molotov, misure variabili, 2013

Sarò madre

L’installazione è composta dalla scritta sarò madre  formata da bottiglie molotov.
L’opera rappresenta molto bene la mia situazione fisica e mentale attuale, durante l’anno trascorso in residenza presso la Fondazione Bevilacqua La Masa  sono rimasta incinta e questo evento oltre a portarmi delle gioie mi ha generato molte frustrazioni e preoccupazioni, soprattutto riguardo al futuro mio e di mia figlia.
Credo questo sia un periodo storico per l’Italia e per l’Europa caratterizzato da una profonda crisi politica, economica e sociale. Sono dell’idea che ci sia un grande malcontento sociale, soprattutto delle generazioni più giovani che ne risentono in maggior modo della situazione. E io non ne sono esclusa.
Per questo ho voluto riflettere sui due sentimenti opposti che convivono in me in questo momento.
Da un lato una frase estremamente gioiosa e piena di speranza, sarò madre; dall’altro l’oggetto scelto per comporre il messaggio: la bomba molotov, un’arma distruttiva e violenta.
La bottiglia incendiaria, nata durante la guerra civile spagnola e ampiamente usata poi nelle proteste del popolo e nelle guerriglie urbane rappresenta, a mio avviso, il simbolo violento del malessere civile. Del resto si tratta di un’arma a tutti gli effetti, ma estremamente semplice da costruire e direi casalinga, dunque alla portata di tutti e per questo l’arma più vicina anche a me.
Con questa installazione cerco di esprimere tutto il disagio, lo sconforto e la mancanza di fiducia che nutro verso il mio Paese anche se lascio comunque spazio per una speranza, la nascita di una nuova vita.

I’ll be mother

The installation consists of the written mother will be formed by Molotov cocktails.
The work is very well my current physical and mental state, in 2012 I became pregnant and this event as well as bring the joys I generated a lot of frustration and concerns, especially about the future of myself and my daughter.
I think this is a period for Italy and for Europe characterized by a deep political crisis, economic and social. I suspect that there is a great social unrest, especially the younger generations who will suffer even more to the situation. And I am included in this think and situation.
I want to reflect on the two opposite feelings that live inside me right now.
On the one hand a phrase very joyful and full of hope, I’ll be mother, on the other hand the object chosen to compose the message: the Molotov cocktail, a weapon destructive and violent.
The Molotov cocktail was born during the Spanish Civil War and then widely used in the protests of the people and the urban warfare, in my opinion, the symbol of the violent civil malaise. This object is a weapon in all respects, but very easy to build home and I would say, therefore, accessible to all and that’s why the weapon closest to me.
With this installation, I try to express any discomfort and lack of confidence that I have for my country even if I leave some space for hope, the birth of a new life.

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